domenica 6 agosto 2017

GOOGLE CAMP 2017: LUCI ED OMBRE DI UN EVENTO INSPIEGABILE




I fari psichedelici del “misterioso” evento della multinazionale Google si sono spenti da poco, gli aerei privati, jet ultra-tech e yacht, hanno mestamente lasciato gli areoporti siciliani, i vip si sono salutati ad abbracci e baci. Rimane in bocca ( a loro) il mitico sapore dei favolosi menu proposti in cene milionarie all'ombra di antiche rovine, il raffinato ambiente del resort a cinque stelle da 1.500,00 euro a notte; rimane (a noi) il traffico di elicotteri ronzanti sulle spiagge, il codazzo di vetture mitiche e la cortina di impenetrabile segretezza del “summit” privato che sta diventando un must tra i vip di tutto il mondo.
Quello che colpisce è intanto la eterogeneità degli “invitati”: attori, attrici, cantanti, manager ed amministratori delegati, ma anche il capo del Fondo monetario mondiale, quella Lagarde che, sebbene stracarica di impegni, trova il tempo per partecipare in Sicilia a questo evento. Così come tutti gli altri vip, convenuti da ogni angolo del pianeta. Tutti, nella loro scintillante eterogeneità, pienamente disponibili.
Sembra che sia una “proposta” che non si può rifiutare (forse c'entrerà quella triste Sicilia del “Padrino”?).
Attenzione, non sto criticando l'evento in sé. Anzi, da buon siciliano ospitale, mi piacerebbe che tutti, proprio tutti, vip e non venissero a trascorrere qualche bel giorno in Sicilia ed il migliore augurio che potrei fare sarebbe quello di andarsene con il desiderio di tornare.
Ma Google Camp non è un ritrovo di “vecchi amici”. State attenti.
Jovanotti, persona che reputo sincera, tempo fa si fece scappare davanti ad un affollato convegno all'università di Firenze che era stato invitato ad un “summit segret...ehm privato, molto, molto esclusivo organizzato da una delle più grandi aziende del mondo”. Jovanotti accenna che lì si decideva il "futuro". Tutto in segreto.
Non è solo una questione di privacy per i vip. Né di smargiassate all'americana che affittano “in esclusiva” bellezze archelogiche per consumare il loro picnic di lusso.
No. In quel segreto c'è dell'altro.
C'è il futuro del mondo, le strategie globali economiche, lo sviluppo dell'economica, dell'energia, i flussi di denaro, c'è la “rete” mondiale che avviluppa tutto e tutti e ci tiene prigionieri nella nostra realtà satellite.
L' hi-tech, la realtà virtuale, gli investimenti milionari, lo sfruttamento delle risorse sono questioni che investono le nostre vite.
Chi decide? Loro.
Sempre Jovanotti, ma anche altri per la verità, hanno rimarcato il fatto che a questi meeting non c'è nessun politico di rilievo, nessun capo di stato. E tutti concludevano che il vero potere è quello economico non politico ( i politici sono inutili, pare sia il mantra del google camp, svelato da Jovanotti). I leader politici sono parentesi di storia, più o meno sbagliate.
Il denaro, l'informazione, l'investimento è quello che resta, il potere vero, quello che decide il futuro.
Molti si chiedono, in una logica condivisibile, del perché non viene reso noto quanto meno l'oggetto di questi “meeting”, l'oggetto "reale" e, magari, un comunicato stampa sulle conclusioni delle riunioni a cui partecipano soggetti che pilotano le multinazionali dell'economia globale.
No, non c'è neanche questo. Buio totale.
Tutti siamo rimasti fuori a guardare la vetrina luccicante dove i manichini recitavano lo spettacolo. Ma di chi ha vestito i manichini, chi li muove e perché, non ci è dato saperlo.
Viene naturale da chiedersi il perché.
Passata l'ubriacatura rimane il mal di testa.
E questo, badate bene, sarà duro da passare.
Almeno fino al prossimo Google Camp.

By Michele Barbera